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materiale incontro del 15/03/2007

INTRODUZIONE

L’odierna iniziativa intende porsi come “azione positiva” e “buona prassi” del nostro CPO per la formazione del personale all’inizio di questo anno 2007, anno 2007 che, intendo sottolinearlo, è stato proclamato dal Consiglio e dal Parlamento Europeo come “Anno Europeo delle Pari Opportunità per tutti”, all’insegna di quattro temi fondamentali che sono: i diritti, la rappresentanza, il riconoscimento e il rispetto.
Con il convegno di oggi siamo finalmente in grado di presentare a tutto il personale, ma soprattutto a quello che ha collaborato all’iniziativa, (rendendola possibile rispondendo alle domande del questionario e quindi fornendo la “materia prima” per la ricerca), i risultati di un lungo lavoro che, iniziato già quando alla Presidenza del CPO vi era la dr.ssa Maria Teresa Spagnoletti, è stato svolto soprattutto grazie alla buona volontà e all’entusiasmo del gruppo di donne che compone il CPO e del gruppo di lavoro, quasi tutto al femminile, guidato dalla professoressa Isabella Poggi, docente di Psicologia Generale e di Psicologia della Comunicazione presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre che ha curato, insieme a Vania Di Francesco e Fabrizio Pascucci, l’elaborazione dei dati del questionario, dando vita ad una riflessione sulla qualità dei rapporti interpersonali all’interno dei nostri Uffici. Alla realizzazione del convegno ha fornito il suo contributo prezioso, in termini organizzativi e di risorse materiali, anche la Consigliera di Parità della Provincia di Roma, dr.ssa F. Cipriani, cui si affianca l’opera costante della dr.ssa Daniela Belotti, le quali hanno svolto l’attività di diffusione capillare della notizia di questo evento attraverso la rete dei CPO Romani, alcuni dei quali sono oggi presenti.
Prima di dare la parola ai nostri relatori, vorrei soffermarmi brevemente sulle ragioni della nostra iniziativa.
Ovvero, perché come Comitato per le Pari Opportunità abbiamo pensato di condurre nei nostri Uffici una ricerca sul “mobbing”. Qui, la risposta coinvolge un duplice ordine di argomenti, infatti in un primo momento ci siamo chieste se le donne potessero essere più facilmente vittime di “mobbing”, (un po’ come accade per le molestie sessuali sui luoghi di lavoro), in un secondo momento, ragionando insieme sulla questione, abbiamo voluto verificare se, in un ambiente di lavoro come quello degli Uffici Giudiziari Romani, caratterizzati da una marcata presenza femminile, ci fosse o meno sufficiente attenzione ai risvolti psicologici e ai rapporti interpersonali nella organizzazione del lavoro, tenuto anche conto che il benessere psicologico è qualcosa di più avvertito dalla sensibilità femminile.
Negli ultimi anni il mondo del lavoro, anche nel pubblico impiego, è molto mutato: è cresciuto infatti il tempo di vita dedicato dalle persone alla permanenza sul posto di lavoro, basti pensare a quali cambiamenti nella vita delle famiglie ha comportato l’orario continuato, articolato anche sulle ore pomeridiane; in linea di tendenza si può dire che cresce il benessere economico, ma aumentano le percezioni di disagio, di sofferenza e di malessere in coloro che lavorano. Esiste una forte domanda di salute e di benessere psicologico che dalla società si espande alle organizzazioni di lavoro nelle quali le/i singole/i trascorrono buona parte del loro tempo e nelle quali investono energie, emozioni alla ricerca di un equilibrio esistenziale di vita. Ebbene, abbiamo ritenuto che anche rispetto a questi nuovi bisogni, la differenza di genere debba essere riconosciuta e valorizzata.

  Evelina CANALE
 
VOLANTINO dell'incontro (vedi programma)
"INTERAZIONE TRA PROCESSO FORMATIVO DEL PERSONALE E CONTESTO ORGANIZZATIVO"
Dr.ssa Carolina FONTECCHIA, Direttore Generale del Personale e della Formazione del Ministero della Giustizia.

"I RISULTATI DEL QUESTIONARIO SUL MOBBING SOMMINISTRATO AL PERSONALE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI ROMANI"
Prof.sa Isabella POGGI, Prof. Fabrizio Pascucci, Prof.sa Vania Di Francesco - Dipartimento di Scienze dell'educazione - Università Roma Tre - Mobbing e qualità della vita. Una ricerca negli Uffici Giudiziari Romani presso la Corte di Appello di Roma.

"STRATEGIE DI CONTRASTO AL MOBBING"
Dr. Daniele RANIERI - Cgil di Roma e Lazio.
"CONVERGENZA TRA IL SAPERE SULLA SALUTE E QUELLO SULL'ORGANIZZAZIONE"
Prof. Edoardo MONACO - Seconda facoltà di Medicina e Chirurgia, Università La Sapienza di Roma - Azienda Ospedaliera Sant'Andrea, cattedra e scuola di specializzazione in medicina del lavoro, corso di laurea in tecniche di prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro.
 
CONCLUSIONI
Prima di congedarci, alcune brevi considerazioni conclusive.
Indubbiamente al giorno d’oggi è cambiato l’approccio al tema “salute e sicurezza dei lavoratori”, che non è più riduttivamente inteso come prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, e dunque salute come assenza di malattia, ma salute come stato di benessere psicofisico che va promosso in quanto ciò che contribuisce al suo incremento, e cioè la formazione, la partecipazione e il coinvolgimento delle persone, entra in gioco nella valutazione della organizzazione, migliorandola, rendendola più “performante”. Viceversa i fattori organizzativi che minacciano la salute individuale, compromettendo lo stato di benessere psicofisico del lavoratore, determinano per ciò stesso una ricaduta negativa sulla organizzazione e cioè sulla struttura in termini di disinteresse per il lavoro con tutto ciò che ne consegue: dunque carente motivazione che può tradursi anche in comportamenti di scarso rispetto di regole e delle procedure, in assenteismo e in definitiva, in insoddisfacente qualità e quantità del servizio reso.
In sintesi i risultati del nostro questionario che cosa ci dicono? Ci dicono che nei nostri uffici molto c’è da lavorare ancora per implementare i cosiddetti “indicatori positivi di salute organizzativa”, il principale dei quali è la voglia di impegnarsi per l’organizzazione e dunque il desiderio e il piacere di lavorare, (impedire il quale, secondo la ardita affermazione della prof. Poggi, dovrebbe essere considerato un crimine contro l’umanità), che implica la percezione di far parte di un “team”, cioè di un gruppo coeso che fa puntare tutti uniti verso un obiettivo. Quello che troppo frequentemente nei questionari viene indicato come fattore negativo è la mancata condivisione dell’operato, dei valori, delle finalità espresse dall’organizzazione.
E qui entra in gioco la credibilità del “management”, ovvero la fiducia nelle capacità gestionali e professionali della dirigenza, l’apprezzamento per le sue qualità umane e morali. E’ questa una grossa sfida per la dirigenza di domani che, verosimilmente, nei nostri uffici, sarà donna: riusciranno queste donne dirigenti di domani ad esprimere una vera “leadership”, non giocata, come è oggi, esclusivamente in termini di carrierismo, di competizione e di potere, di aggressività, ma modulata sulla fondamentale esigenza di saper valorizzare la cooperazione, la partecipazione, il lavorare bene insieme, il sentimento della propria attività come utile e apprezzata.
Noi, come Comitato Pari Opportunità, abbiamo cercato di focalizzare e studiare il problema. Per azzardare, però, anche qualche risposta in termini concreti, abbiamo deciso di aprire sul nostro sitoweb uno “sportello”, un “centro di ascolto” dedicato al “mobbing”, (ed in genere al malessere organizzativo), negli Uffici Giudiziari Romani, con l’assistenza di un’avvocato donna esperta di materia di lavoro, alla quale, nella più stretta osservanza della “privacy”, potranno d’ora in poi rivolgersi le donne con problemi di questo tipo.
Evelina CANALE

     

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